Le smamme

SimonaAcquerello (1)

Mi piace pensare alle mamme imperfette, le smamme. Quelle che si alzano al mattino e il primo pensiero è “già?!”, quelle che per bersi un caffè senza rumori attorno puntano la sveglia mezz’ora prima, quelle che si dimenticano le visite mediche , quelle che si dimenticano la merenda.

Mi piace pensare a quelle con le scarpe basse e comode, adatte a danzare la vita. Quelle col fiato corto, il cuore grande e gli occhi ben aperti per cogliere l’amore.

Mi piace pensare a quelle truccate un occhio sì e un occhio no, la giacca buttata addosso nemmeno fosse il poncho di un caballero, svolazzante e precario. 

Mi piace pensare a quelle stanche e curvate dai troppi problemi, sollevate da una carezza improvvisa, un abbraccio immotivato, uno sguardo complice.

Le mamme giovani e belle, le mamme anziane e stropicciate, quelle che sanno di biscotto e varechina, quelle che fanno le parole incrociate con gli occhiali ben calcati sul naso, quelle che non rinunciano alla parrucchiera al sabato mattina, quelle che anche se hai ormai una famiglia e dei figli ti trattano come se avessi ancora dieci anni.

Mi piace pensare alle mamme che c’erano e non ci sono più, luci nel cielo, fiocchi di neve, profumi che ritornano nel mondo incantato dei sogni, piume di ricordi.

Mi piace pensare alle mamme che sono anche donne, amiche, mogli, fidanzate e lavoratrici, quelle che a fine giornata si sentono di aver fatto tutto, sì, ma tutto e male, e si sentono in colpa verso i figli, il marito, il datore di lavoro, la società, il gatto, il cane, e chi più ne ha più ne metta, perché se non ti senti in colpa non sei nessuno, al giorno d’oggi.

Qualcuno che ti aspetta alzato, che rimpiangerai di aver deluso, fatto preoccupare, piangere, arrabbiare.

La sensazione delle labbra sulla fronte quando hai la febbre.

Quella sottile emozione che passa sul tuo viso quando qualcuno ti dice “assomigli tantissimo alla tua mamma”.

Le sue mani che stringono le tue, il suo modo di parlare, di ridere, di sistemarsi i capelli, di essere quella che è e che un pochino sei anche tu, perché insieme al colore degli occhi e dei capelli ti ha trasmesso anche altro; ti muovi come lei, usi le sue espressioni, ti commuovi per le stesse cose e, quando ti guardi allo specchio, vedi anche lei. E sorridi e ti sorprendi, scuoti la testa.

Auguri, a tutte.

(L’immagine è stata amorevolmente realizzata da: Simona Merighi)

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One thought on “Le smamme

  1. Lo sai cosa mi viene in mente?
    Che se fossero più aiutate dai babbi, di mamme di corsa, truccate un occhio sì e l’altro no, che si dimenticano la merenda, ce ne sarebbero meno.

    Baci

    —Alex

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