E quindi?

– Entra pure, sto finendo di fare allenamento.
– Ma cosa fai allenamento a fare? Sei donna di concetto, mica da estetica.
– In che senso, scusa? Non farmi incazzare che non è giornata, attenzione.
– Voglio solo dire che sei una che bada alla sostanza delle cose, e che ti piace l’arte, ti piace leggere, scrivere… non te ne importa niente di apparire. Non te ne è mai importato niente, a dire la verità, nemmeno quando eri più… ehm… giovane.
– Più giovane? Lasciamo perdere. Comunque, ti è mai saltato in mente che potrei voler fare attività fisica per salute? Dico così, per dire.
– Per salute! Ma se ti sfondi di cibo spazzatura, ascolti musica di merda e dormiresti ventisei ore al giorno! Per favore, non siamo ridicoli. Non piaci di certo per il tuo fisico del ruolo, tu.
– Ah! Sentiamo, per cosa piaccio? Mi alzo da questo tappetino, mi hai stancato e non riesco a prendere fiato.
– Hai una mente brillante, ecco tutto. Sei simpatica e abbastanza intelligente.
– … e non trovo un uomo nemmeno a morire.
– Non hai bisogno di uomini, ci sei già tu.
– Cosa?
– Ehm… nel senso che basti a te stessa. Non hai bisogno di qualcuno che scodinzoli al tuo fianco, ragazza mia.
– Mi basterebbe camminasse, a dire la verità. Tipo: tu mi trovi bella? Usciresti con me?
– C… cosa? I… Io sì, no… sono impegnatissimo.
– Non dico davvero. Ma tu, essendo uomo, usciresti con me?
– No, non credo.
– Grazie!
– Oh, dai. Sei troppo, troppo impegnativa. Non vuoi stare sola, ma in coppia diventi isterica. Recrimini tutto, giudichi tutto, sbuffi e alzi gli occhi al cielo facendo sentire l’altro poco più o poco meno di un paramecio, un essere unicellulare quando va bene. Quando va male, fai sentire l’altro completamente inutile sia ai fini amorosi che riproduttivi. Non hai bisogno di soldi, non hai bisogno di complimenti, non hai bisogno di sesso. Hai bisogno di compagnia, come tutti.
– E sia, regalami un cane.
– Dai, non prendertela, ma un po’ dai questa impressione.
– Apri bene le orecchie perché sto per rivelarti qualcosa di importantissimo. Aperte? Sì? Ho un immenso bisogno di amore, di complimenti, di attenzioni, di un uomo che sia un uomo, di affetto, di abbracci, di cose, di idee condivise, di futuro – anche se non troppo lontano, non mi fido più – di regali, di cene in posti strani, belli o romantici, di nomignoli imbarazzanti, di sacrifici fatti per me, di sogni. Di un uomo che mi guarda e vede me e me sola, che dopo anni ancora mi dice che sono bella, che mi fa domande, che si interroga, che dedica spazio e tempo a me ma anche agli altri, che mi corteggia, che mi conquista, che mi stupisce, che mi scrive messaggi piccanti, che compra il mio vino preferito, che sceglie di accontentarmi per vedermi felice, che sa scegliere un libro per me in mezzo a centinaia di titoli, che ha il coraggio di dirmi Vestita così stai malissimo, che mi prende la mano senza che debba essere io la prima a farlo, che non mi scrive Ti amo ma me lo mostra, che mangia di gusto, che ride, che ha spirito di iniziativa.
– Mi sono annoiato solo a sentirle, queste cose. Tu lo molleresti dopo… uhm… tre mesi.
– Hai ragione. E quindi?
– Niente uomo.
– Niente uomo…

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