Un concorsINO piccolINO piccolINO

Il morbido cuscino non è solo amore e odio e cuore, ma è anche tanto, tanto divertimento sincero.

Oggi ospito tre racconti, finalisti in un mini concorso indetto nel forum del website noimamme.it.

Il racconto doveva essere breve e contenere alcune parole chiave. Parole che io ABORRO e che appartengono al mondo della maternità e della genitorialità – perché io sono una merda acida di donna e non tollero tutti i diminutivi e gli inutili vezzeggiamenti.

Questi tre racconti stanno a significare che le mamme non sono solo allattamenti e gnignigni gnegnegne, ma anche menti brillanti e persone meravigliose. Io a loro devo tantissimo.

Quindi grazie.

Titolo: MARINO, IL TENERO FAGIOLINO

Tanto tanto tempo fa, in un’isoletta lontana nel bel mezzo del mare, viveva, in un grembo caldo e accogliente, un fagiolino piccolo piccolo che si chiamava Marino.

Marino il fagiolino trascorreva le sue giornate nel suo comodo pancino a sguazzare e dondolarsi, ignaro dei pericoli che l’attendevano fuori dal grembo.

Settimana dopo settimana, il fagiolino diventava sempre più cicciotto e cambiava forma, diventando ogni giorno più simile a uno di quegli esseri strani che vivevano fuori dai grembi: aveva la sua testolina, il suo nasino, le sue manine… insomma, aveva tutte le sue cosine al posto giusto e tirava calcetti con i suoi piccoli piedini provocando la gioia e lo stupore della proprietaria del grembo, la Signora Noimamma, la quale passava la metà del suo tempo ad accarezzarsi il pancino e l’altra metà a piegare lenzuolini, lavare tutine e stirare copertine.

Ma ahimè, la futura vita di Marino fuori dal grembo era in pericolo: oscure forze minacciavano la sua incolumità. Era il terribile Dottor Oliodipalma, il cui solo e unico scopo era quello di minare la salute di tutti i fagiolini tramutatisi in pargoletti urlanti.

Per questo motivo, la Signora Noimamma sperava con tutta se stessa che il fagiolino rimanesse nel suo caldo grembo il più a lungo possibile e dava inizio a innumerevoli discussioni nella piazzetta dell’isoletta per chiedere parere alle altre proprietarie di grembi su come potersi tenere il suo piccolino al calduccio e al riparo per 18 mesi anziché 9.

Le comari le rispondevano tutte in coro: “non ti crucciare, cara Noimamma, fuori dal grembo ogni fagiolino può contare sulla fatina Tetta, la paladina della giustizia, colei che risolve tutti i mali e combatte contro tutti i brutti ceffi”.

E avevano ragione: una volta venuto al mondo, Marino incontrò la fatina Tetta che lo nutrì e lo consolò promettendogli di rimanere sempre al suo fianco per difenderlo con tutti i mezzi dalle angherie del Dottor Oliodipalma.

E fu così che Marino e Tetta vissero insieme felici per lunghi anni, finché un giorno la loro vita non fu di nuovo messa in pericolo da nemici ancora più potenti, Il Signor Silicone e il suo scagnozzo Parabene.

Ma di questa storia, piccoli amici, parleremo la prossima volta.

 

Titolo: C’ERA UNA VOLTA….

C’era una volta, in un castello fatato
Una regina che d’or avea il capo.
Tale regina, sposata al suo re
Un gran desio aveva nel cuore:
Donar dal suo grembo dorato
Un bel principino al marito adorato.

Passano i giorni, passano i mesi
Re e regina, sempre più tesi,
Finchè un bel giorno il momento bramato
Un fagiolino finalmente si è accasato.

Cresce nel grembo, fiorisce la mamma
Dolce l’attesa, trepidante la fiamma
Che luce porta al regno incantato
Dal lieto evento presto abbagliato.

Nasce il fagottino e di trine vestito,
Sotto l’abete è il regalo più ambito.
Pacco di gioia alla tetta attaccato
Nel suo lettino poi dorma beato.

Liete le ore, a rimirar il principino,
Nuvole soffici come cuscino.
Odore di latte, e il suo cuoricino
Batte all’unisono con mamma e papino.

Lieto l’evento, grande la festa
Nel regno incantato la gioia è lesta
Sul volto di tanti, nel cuore di tutti
Del piccolo principe son dolci anche i rutti.

Tutto è concesso al dolce bimbino
Basta sia allegro il suo caro visino
Re e Regina, lo mostran orgogliosi
Parenti ed amici, tutti gioiosi.

Finisce la storia, miei cari amici
E vissero tutti contenti e felici.

 

Titolo: LA SALA D’ATTESA

“A noooo signora mia quando ero incinta io certe cose non si usavano mica eh…tutte ste ecografie…mia figlia l’ho vista solo quando è nata, lavoravo in casa spianando ravioli e lavando pavimenti fino al giorno in cui ho partorito, Ahhhh Signora…quanto dolore…meno male che in ospedale mio marito ha fatto in tempo ad arrivarci altrimenti nasceva in macchina. ”

Tutto d’un fiato. Avrà 60 anni?! Signore Iddio quanto parla…

E che caldo….

“Ahhhh ma poi adesso c’è sta fissa di allattare quando vuole il bambino. No no no! Io solo ogni 3 ore, poi sà latte non ne avevo, mi ha fatto vedere mia suocera eh, mi ha spremuto le tette come limoni e riempito un bicchierino, ce n’era così poco e per nulla nutriente”.

Sgrano gli occhi.

“Ah mi permetta un consiglio”

Ho alternativa?

“non se lo tenga a dormire nel suo letto eh, non se lo toglierà mai più, lo lasci piangere che loro son furbi sà!”

Sorrido. È pazza, è evidente.

Preferisco prestare attenzione alla ragazza dall’altro lato della stanza.
Che dolce si accarezza la pancia.
Che giovane!
Il suo ragazzo è un tamarro di prima categoria, mastica il chewing-gum a bocca talmente aperta che distinguo esattamente ogni otturazione, sempre col cellulare in mano, e tira su col naso.
Se lo fa ancora glielo spacco.

Distolgo l’attenzione dal coatto e sebbene detesti le conversazioni pur di far tacere la pazza ci provo.

Il mio sguardo incrocia quello della ragazza.
“Maschio o femmina?” Chiedo.

Sarà entrata nel quinto mese credo.
Sorride.

“Non lo sappiamo ancora” voce stridula, mi si crepa quasi una lente a contatto.
“Oggi scopriremo se la ciko ci ha portato un pisellino o una patatina”.
Sento l’impulso di vomitare. Ma come caspita parla!

Eccola la bimbaminkia da “forum tutti fiocchettini e fagiolini” proprio davanti a me perché?!
Si alza si avvicina e sento che continuerà.
“Sai quando ho scoperto di portare in grembo il nostro tesorino, sono scoppiata a piangere di felicità, lui” indica il ruminante
“Il mio amorino è rimasto di sasso, gli è perfino caduto il controller della play” non stento a crederci!!!
Lui grugnisce.
“Ah ma io non vedo l’ora di avere il mio cucciolino tra le braccia. Provare quel piacevolissimo dolore del parto, sentire il suo festoso pianto, ed annusare il suo profumino.
Ogni volta che vedevo le rosse mi mettevo a piangere, ma per fortuna abbiamo fatto bene i nostri compitini, se è femmina la chiamerò Isabella, se maschio Edward come i personaggi di twilight, sai questo batuffolino d’amore è stato concepito proprio durante il film”

Mentalmente prego mio figlio di girarsi in posizione e nascere: ora!

“Sai,posso darti del tu vero, che su internet ho letto che per stimolare il parto funziona bene l’olio di ricino….amoooo ricordati che poi lo andiamo a comprare” lui grugnisce di nuovo.

“Tu in quanto sei? Hai già deciso dove partorirai? Spero a casa, io voglio partorire in acqua a casa nostra è piccola ma è il nostro nido, vero Pucci?”

Pucci?!?

Sono in 36 settimane ragazzina, sto per fare un fastidiosissimo tampone rettale, mio figlio è podalico, ho deciso per il cesareo e no, nessuna manovra di rivolgimento non posso, ma il tampone lo faccio lo stesso che non si sa mai, magari dopo aver sentito tutte queste stronzate decide di girarsi e uscire per prendervi a schiaffi, come potrei biasimarlo?, non ti abbiamo mai visto e tu mi racconti della tua vita che non ho mai voluto sapere!!!
Allatterò mio figlio finché mi parrà e dormirà vicino al mio letto se non addirittura nel mio letto.
Ah e lo porterò nella fascia e no non soffocherà….e…
Sento una mano accarezzarmi una spalla, tutto diventa ovattato, sono nel mio letto, avvolta nelle lenzuola, respiro affannosamente.

“Tesoro scusa se ti ho svegliato eri agitata”
“Scusa stavo facendo un incubo e…”

Le sue labbra contro le mie. Alza il suo viso appoggia una mano sulla mia pancia “ora è tutto passato. Ma devo chiedirti una cosa. Ti piacerebbe avere un bambino?” “Un ba…” “Si un piccolo umano?! Potremmo chiamarlo Edward”

Un urlo squarcia la notte
Aaaaaaaaahhhhhhhhhh

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5 thoughts on “Un concorsINO piccolINO piccolINO

      • Senza dubbio.
        Il fatto è che anche io aborro diminutivi, vezzeggiativi e zucchero sparso a piene mani.
        Non solo, anche quella certa aria “niuage” che traspare dal primo racconto e che per la pochissima esperienza che ho infesta letteralmente molti forum femminili.

        Ma te lo ripeto, io sono un cinico inguaribile, corrosivo come il sangue di Alien ed intrattabile come la suddetta creatura 😀

        —Alex

  1. Devo essermi spiegata male.
    E’ una presa in giro verso tutte le mamme che scrivono e parlano davvero così, nei forum e nella vita reale.
    E’ uno sfotto’, perché io non sopporto – come te e come tanti – certe parole.

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