Prima o poi si lasceranno

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Prima o poi si lasceranno. Lei lo sa, e lei sa che lui lo sa. Lo sanno e non se lo dicono. Del resto chi ha voglia di parlare di cose così poco carine? Non si può certo iniziare una serata (ma nemmeno finirla) con discorsi come:<Ehi, secondo me ci lasceremo presto!> pulendosi le manine nel tovagliolo del ristorante come se nulla fosse, no? A quel punto lui dovrebbe dire:<Sì, sono d’accordo amore, ci lasceremo presto!> e berrebbe un sorso di Aglianico.

No, non si fa. Non è che ci siano regole ben precise, semplicemente non si fa.

Ma si può pensare, e avere idee e avere un cervello. Lei lo ha. E pensa, purtroppo. Pensa che dopotutto all’amore lei non ha mai creduto; anzi no, pensa di non credere all’amore eterno. L’amore è eterno finchè dura e le vecchie coppiette, a suo modesto parere, stanno insieme mica per amore, ma per consuetudine/abitudine/poca inventiva/pigrizia. Chi ha tempo e voglia di ricominciare da capo, magari a cinquanta e passa anni? Pochi, pochissimi.

Comunque. Loro hanno molto meno di cinquanta o settant’anni. E sanno che finirà. Il che, pensandoci, è ben triste. Sanno che adesso sono qui, ma non ci saranno più.

Diventeranno prima dei verbi al futuro (cosa ne sarà di me?) poi, passata la sbornia da dolore, verbi al passato. Tenderanno a ricordare solo le cose belle dimenticando quelle orrende. Ricorderanno le frasi dolci dimenticando le parole terribili che si vomitavano addosso quando venivano colti da un’isteria non controllabile. Ricorderanno le passeggiate fuori città o quelle in mezzo alla neve, da soli in un parco e dimenticheranno tutte le volte che, chiusi in casa, si sono stufati l’uno della presenza dell’altra. Ricorderanno quanto erano belli insieme e dimenticheranno di come, insieme, si erano abbruttiti a vicenda.

Penseranno di poter rimanere amici, perché loro sono più furbi di tutti, perché sono i più maturi di tutti, perché loro possono. Ma non sarà così. Falliranno, come hanno fallito tutti. Chi rimane amico non si amava, questa è un’altra incrollabile certezza che lei ha e che nessuno le toglierà mai. Non si rimane amici di una persona che è stata la tua aria, il tuo respiro, lo stesso battito del tuo cuore per anni e anni. Scuote la testa e lui le chiede che c’è. Lei risponde nulla. Lui le carezza una gamba mentre continua a guardare il film sulla grossa (enorme) televisione che lui ha voluto a tutti i costi comprare (lei ha cercato di opporsi ma niente, niente da fare).

Il film scorre (lui lo guarda masticando pop corn e carezzandole sempre la gamba) e lei pensa che non si rivedranno mai più, e che se per caso si incontreranno a qualche evento allora sarà terribilmente imbarazzante e se per caso lui sarà con un’altra allora a lei verrà sicuramente uno svenimento e forse vomiterà perchè è così che deve andare. Lei vomiterà. Attirerà ancora di più l’attenzione e tutti si chineranno su di lei, perchè lei nemmeno avrà il tempo di andare in bagno a vomitare. No, vomiterà in mezzo alla sala. Alchè lui sarà costretto ad andarsene e non le chiederà nemmeno come stai, è colpa mia, torniamo insieme, non le dirà ti amo, non dirà alla sua nuova compagna che se ne deve andare, che lui ha sempre amato la ragazza che sta vomitando e che è infelicemente single da allora.

No, anzi. Lei non sarà infelicemente single. Lei sarà volutamente single. Non le interessano più gli uomini, lei ha chiuso. Chiu-so. Basterà a se stessa, comincerà ad andare al cinema da sola, a fare fine settimane in città d’arte, incontrare vecchi amici, andare all’estero (il fatto che non abbia mai preso un aereo non la fa ben sperare ma…), vedere cose nuove. E cambierà pettinatura. E modo di vestire. Potrebbe farcela volendo, sì.

Prende una manciata di pop corn e risponde al sorriso tenero di lui. Non riuscirà mai a lasciarlo andare. E’ il suo stesso respiro, il suo stesso battito cardiaco, lei è come nata dalla sua stessa anima. Questo si mormoravano tempo fa. A volte se lo mormorano ancora, quando le cose vanno bene.

Non si lasceranno mai del tutto, e questo la terrorizza. Non c’è modo di dire addio, in certi casi. Non c’è un nuovo inizio. E non c’è nemmeno una fine.

<Stai seguendo il film, Gioia?>

<Sì, bello!> e appoggia la testa sulla spalla di lui. Una spalla che sembra stata creata per sorreggere il suo capo.

 

 

 

 

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15 thoughts on “Prima o poi si lasceranno

  1. Io…io non credo siano necessariamente seghe mentali. Gioia e l’uomo pensano le stesse cose, non possono essere seghe mentali. E’ la verità. Si lasceranno.

    • Sì, molto probabilmente sì.
      Moriranno anche ma nessuno si mette a pensare “prima o poi morirò\morirai”, nonostante l’ineluttabilità della cosa che, per inciso, è anche più certa della separazione della coppia.
      Il tutto per ribadire che entrambe le elucubrazioni sono da assimilare alla categoria delle “seghe mentali” 😉

      Un bacio!

      —Alex

      • Io cerco di scrivere racconti, cerco di scrivere di ciò che vedo. Non si tratta di essere pessimisti o ottimisti. Ma di cercare di essere obiettivi nei confronti della realtà 🙂

      • pessimismo? kate ha descritto alla lettera quello che mi è già accaduto. non è pessimismo: è pura e semplice realtà. ed è incredibile quanto sia tutto descritto alla perfezione, dai pensieri alle reazioni “fisiologiche”.

  2. Alex, non è come dici (secondo me).
    Non è come dire che prima o poi tutti dobbiamo morire. E’ sapere con certezza che una storia è GIA’ finita, che siamo GIA’ passato. Non è un pensare che prima o poi la storia per forza di cose debba finire. E’ rendersi conto che è finita e non si ha le palle (a volte), la forza (quasi sempre) o la possibilità (perchè c’è troppo amore) per lasciarsi andare a vicenda.

      • Mmmmmmhhhhh…
        Magari son rincoglionito io però, il racconto non mi è sembrato contestualizzato in una realtà di una coppia in crisi.
        Mi sembra una normale coppia che va d’amore e d’accordo, per il momento.

        In questo contesto, una persona che pensa “tanto prima o poi ci lasceremo” denota a mio avviso un problema di seghe mentali.

        Se invece la coppia soffre GIA’ di freddezze, scazzi frequenti, corna, etc. allora il pensiero è perfettamente plausibile (anche se io, ormai memore di dolorose esperienze passate) opterei per il taglio netto, e quindi un pensiero della serie sopracitata sarebbe non più una sega mentale quanto masochismo bello e buono; un accanimento terapeutico inutile.
        Lo so perché ci son passato pure io ed ho insistito per l’inutile accanimento.

        —Alex

      • E’ chiaro che loro stanno male. La storia sta finendo sotto i loro occhi. E’ come se fossero già finiti. Può capitare.
        Può capitare che l’amore non basti.
        Che diventi solo una parola incapace di fare alcunchè.
        Che due persone infelici ognuna per suo conto non riescano a creare qualcosa di bello nonostante gli sforzi. Gioia e il ragazzo hanno già concluso la loro storia. Il racconto non si basa sui loro scazzi. Siete voi lettori che dovete immaginare cosa hanno passato e cosa passeranno.

      • le crisi evolvono in modi diversi per ogni coppia. forse anche le seghe mentali, ma quelle non sempre si materializzano. magari io sono solo uno dei rari casi…

  3. Goldie, non so se essere “felice” perchè sono riuscita a cogliere cose che succedono realmente o dispiacermi per te.
    Farò entrambe le cose.
    E ti abbraccio.

    • in effetti non sono sicura nemmeno io di cosa mi stia suscitando l’aver letto il tuo racconto… quel che è certo e che mi tocca molto profondamente… e mi prendo volentieri l’abbraccio di una persona che riesce a leggermi così bene dentro senza sapere neppure che esisto 🙂

  4. Ok scritto meravigliosamente come sempre, descrittivo al punto giusto, di corsa ma non troppo, emozionante ma non stucchevole… solo un concetto non ho chiaro… se uno è la tua aria e la tua vita perchè non può essere anche amico… l’amicizia è una sfacettatura dell’amore e se non rimane neppure quella è a quel punto che si deve dire che era amore …

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