Insomma, non mi stai facendo capire niente

5161233395_785f8ebdcf_z<<Insomma, non mi stai facendo capire niente!>> quasi urla la ragazza più bassa. Ha bellissimi occhi verdi, un seno florido che non conosce la costrizione del reggiseno e labbra carnose e incredibilmente lisce e morbide. E’ piena di sdegno, si vede dal modo in cui gesticola e spalanca la bocca.

L’altra, l’amica, si stringe nelle spalle:<< Non so che dirti… non so descriverlo…>>

<<Provaci!>> e si batte i pugni sulle ginocchia, impotente.

<<E’ che siamo abituate al bianco o al nero. La mente esige concetti chiari, precisi e sinceri. Spesso non viene soddisfatta e noi ci ingarbugliamo i pensieri. I miei pensieri sono decisamente ingarbugliati… decisamente.>> balbetta la ragazza.

<<Tutto molto bello, sì. Descrivimelo!>> e socchiude gli occhi, abbandonandosi sulla panchina del parco, testa all’indietro, i capelli un pò neri un pò blu che fluttuano nel vuoto, l’arco del collo che si tende allo spasimo restituendo all’amica un’immagine quasi erotica che però viene scacciata velocemente, giusto in tempo per raccogliere le idee. Quelle poche che ha.

<<Oui, d’acord…>> e si sistema anche lei come la sua amica, sentendosi molto più rigida, molto meno sensuale, e soprattutto molto più scomoda. Allora si siede per terra, sul prato, e appoggia la testa sulla panchina, le gambe distese davanti a lei, l’ombra dell’albero che gioca con le sue braccia e il suo viso.

<<E’ un gioco di contraddizioni, è un gioco spietato di immagini che la mente recepisce ma non riesce a mettere insieme. Tutto, in lui, è non sense. Non ha stima di se, ha paura del mondo e di come esso gli appare. Non ha fiducia nella gente, non ha fiducia nemmeno in se stesso, è terribilmente negativista e drammatico in tutto ciò che fa.

Non ha nessun gusto nel vestire, non sa corteggiare una donna, non sa minimamente riconoscere quando e quanto viene desiderato, non sa giocare al gioco sottile ed eccitante della seduzione.

Non ha trucco e non ha inganno, quello che vedi è ciò che ha da offrire. E’ nudo e crudo, senza difese e senza nemmeno attacco. Non usa profumi, non si cura in maniera maniacale e il suo solo scopo è vestirsi, nutrirsi quel tanto che basta per reggersi in piedi e fare altre due o tre cosine.

Lo vedo dalla tua faccia, non gli daresti due lire.

Invece poi… beh, succedono varie cose. Succede che quello stesso uomo sa pronunciare parole meravigliose, con un tono di voce suadente, quasi ipnotico. Il suo tono di voce, unito al modo in cui si muove nello spazio, fanno sì che le parole ti entrino dentro, direttamente dentro il padiglione auricolare, attraversino il cervello e arrivino al cuore.

Succede che lo guardi mentre lui non ti guarda e lo vedi camminare sicuro in mezzo alla gente, postura dritta e spalle larghe e ti chiedi come faccia, e ti trovi ad invidiarlo, tu che vorresti sempre scomparire.

Succede che gli stessi vestiti che addosso ad un altro uomo renderebbero quanto degli strofinacci, addosso a lui mettono in risalto ogni muscolo, ogni nervo, ogni perfezione e ogni dettaglio e l’unica – l’unica dico – cosa che ti ritrovi a volere è togliergli di dosso ogni pezzo, fino a scoprire da sola quello che già avevi intuito. Un fisico asciutto e tornito, sodo e guizzante. Vorrai toccargli il petto e sentire se è caldo come pensi. Scoprirti – come nei peggiori degli Harmony – a deglutire la saliva che ti è arrivata in bocca.

Succede che lo sentirai parlare al telefono – molto probabilmente sarà lavoro – con un piglio professionale e deciso, la voce alzata di un tono, la postura cambiata, il viso trasformato.

Succede che quelle mani nervose e sempre in movimento riusciranno a compiere meravigliosi disegni invisibili sulla tua pelle calda, leggere come delle piume, sicure e morbide come seta.

Succede che ne vorrai sempre di più e chiuderai gli occhi come una gatta, chiedendoti da dove arrivi tutta quella dolcezza, come fa, chi è davvero. E non lo scoprirai mai, non saprai mai davvero chi è.

E in parte ne sorriderai, in parte ti morderai l’interno della bocca in cerca di risposte che non arriveranno.

Lo guarderai e ogni volta vedrai un uomo diverso, un’espressione nuova, un nuovo modo di fare, di stringere le labbra, di baciarti una tempia, di toccarti il polso.

Ogni volta che ti terrà la mano sarai sicura che niente potrà accaderti. Ti sentirai inspiegabilmente al sicuro tu, proprio tu, che non ti senti al sicuro nemmeno dentro casa tua.

Ogni volta che ti chiederà qualcosa la risposta sarà sempre “quello che desideri” perchè niente al mondo ha importanza se lui non è appagato.

Ogni volta che ti sorriderà, le corde della tua anima vibreranno.

Ogni volta che ti vestirai, lo farai per lui.

Ogni volta che vedrai qualcosa di bello, lo vorrai al tuo fianco.

Ogni volta che la tua bocca assaggerà del buon cibo, penserai a lui.

Ogni volta che ti rilasserai, vedrai il suo profilo, la cosa più dolce che conosci.

Ma lui non lo sa. Non ha idea di come sia vederlo – vederlo davvero. Lo scoprirà, seppur parzialmente, attraverso quelle mani che toccheranno il suo petto, quella bocca che esplorerà ogni centimetro della sua pelle, quegli occhi che tenteranno di trovare risposte.

Ma forse no, non se ne renderà mai davvero conto. Questo fa parte di lui.>>

Si schiarisce la voce, non soddisfatta e non insoddisfatta.

<<Non ci ho capito niente, sei pessima a raccontare e descrivere!>> fa la ragazza dai capelli neroblu dandole un colpo alla testa col ginocchio.

<<Lo so.>> ma sorride.

 

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