Non parli molto, stasera

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<<Non parli molto, stasera…>> valuta lei mangiando di malavoglia una grigliata di carne che, riconosce, è buonissima ma che proprio non le va giù in nessun modo. E la cosa più grave è che di solito ha un appetito strepitoso e che non è successo niente e che lui non ha fatto niente per offenderla o farle cambiare umore.
In effetti lui non ha fatto niente in assoluto. Lui che di solito la tocca e attira la sua attenzione poggiandole un mignolo sul dorso della mano quando, con la bocca piena, non riesce a parlare e ha premura di farlo; lui che le sorride ogni poco, lui che le tiene il broncio se durante la settimana non ha ricevuto da lei abbastanza attenzioni (ha la sindrome della primadonna, ormai è evidente).
<<Ah… oh ma io so cos’hai…>> e improvvisamente lei si illumina, parte curiosa, parte birichina, parte… parte?
Per tutta risposta lui storce naso, bocca, occhi e tutto quello che si può storcere creando così un effetto davvero buffo che la fa ridere e cadere un pò di briciole dalla bocca che subito si affretta a spazzare dal tavolo con il tovagliolo color crema.
<<Come si chiama?>>
Deglutisce <<Ma chi? Di chi parli? Come si chiama chi?>> Deglutisce ancora, beve l’ultimo dito di cocacola, scuote la lattina, prova a inclinarla sopra al bicchiere ma non ne esce niente e si guarda intorno abbastanza disperato.
<<Ti conviene chiedere un litro d’acqua, al cameriere…>> sorride lei, sorniona, mentre lui la guarda e alza gli occhi al cielo scuotendo la testa.
<<Ti conosco troppo bene, mascherina. Spara.>>
Intanto lui ha ordinato una birra (un pò d’alcool aiuterà, forse) e la guarda negli occhi. Ma poi non ce la fa, e li abbassa sul piatto dove una pizza martoriata gli restituisce un’immagine davvero orrenda.
<<Si chiama… ma no, questo non te lo dico; poi lo so che vai nei miei contatti e la trovi e magari le dai noia.>>
<<Come osi? Non mi permetterei mai! Ma per chi mi hai preso?! Idiota, continua.>>
<<L’ho conosciuta tramite un amico, ha a che vedere con il mio lavoro. Non la conosco bene nemmeno io, l’ho vista due o tre volte appena ma già alla prima volta ero come ipnotizzato, non so. Ha… è… sembra un demone. E’ alta, quasi più alta di me. E ha incredibili e magnifici capelli ricci neri… io onestamente non avevo mai visto capelli del genere, sembra africana invece è solo del sud italia, è pugliese. Ha la pelle bianchissima, e gli occhi blu. Le labbra perfettamente delineate, efelidi sul naso, occhiali neri dalla montatura grossa che le danno un’espressione strana, come se fosse vagamente strabica, ma ho visto che non lo è strabica. Dev’essere un effetto ottico. Ha mani sottili ma forti, una stretta decisa e un sorriso raro che però, quando si mostra, illumina tutto intorno. Nonostante sia una professionista veste casual; niente tailleur improbabili o vestiti seriosi, io l’ho sempre vista con jeans particolari, molto sottili e morbidi, magliettina e giacca. L’ho vista col tacco a spillo ma anche con le sneakers che vanno di moda ora per voi donne. Borchiette e brillantini e sciocchezze del genere che però – te lo giuro – sembra che siano stati creati per lei e per lei sola.
Ha un corpo sodo e muscoloso, questo mi piace poco – lo sai che amo la donna morbida, da baciare e coccolare e proteggere – anche perchè ha più l’aria di una che difende piuttosto che da una che deve farsi difendere.
Comunque mi piace, attorno a lei l’aria si fa diversa, la gente parla a voce più alta, alza la testa, allarga le spalle quasi a contrastare questa sua fisicità così dirompente e particolare.
Viene voglia di metterle a posto i capelli, di toccarli anche.
Te la immagini nuda e sudata in un letto bianco, con questa pelle bianca e questi capelli neri sparsi ovunque e… va bene, hai ragione, scusa. Non sei un mio amico, non ho diritto di dirti certe cose. Non guardarmi così però ora… non sono un mostro… mi sono solo lasciato un pò andare! Vuoi un dolce? No? Ma tu lo prendi sempre il dolce! Dai, un mascarpone… come piace a te, morbido morbido e spumoso con le scagliette di cioccolato sopra… no? Ho capito, no… qualcosa da bere invece? No? Ma sei strana però stasera, sai? Non hai quasi toccato la carne, avrai fame. No? Allora che facciamo, andiamo? Mi porta il conto…grazie. Vuoi fare due passi, dopo? Vuoi andare a casa?? Ma è prestissimo… nemmeno un film insieme? No? Ah… sei stanca. Va bene, ti porto a casa allora. A piedi? Ma abiti lon… ok ok ho capito, vuoi andare a piedi.>>
Apre la porta, la lascia passare facendosi da parte e guardando il suo profilo mentre lei gli passa accanto.
Annusa il suo profumo, sempre lo stesso. Chissà se è sempre la stessa boccettina? Si ricorda ancora la posizione in bagno, di quella boccettina Dior.
Chiude la porta alle sue spalle.
<<Allora buonanotte…>>
<<Buonanotte.>>
<<Ci sentiamo?>>
<<Certo, ci sentiamo.>> lei si mette le mani nelle tasche della giacca di pelle nera e già se ne va.
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2 thoughts on “Non parli molto, stasera

  1. Brava, molto bello!
    Tra quelli che preferisco.

    —Alex

    PS= solo un commento stilistico: io un uomo che usa la parola “capospalla” non ce lo vedo. Ma forse sono io che sono uno zulù ignorante 😉

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