Ho bisogno di te

abbraccio+anima<Se ti racconto una cosa, prometti di non prendermi in giro?!> chiede lei senza guardarlo negli occhi mentre camminano con i menti affondati dentro le sciarpe.

<Ti tiri la mazza sui piedi, tesoro. Adesso sarò costretto a prenderti in giro a vita…> e gli occhi luccicano come quando aveva vent’anni e andavano in giro mano nella mano sognando un futuro migliore e, sopratutto, insieme.

<Mmmmm! D’accordo, te la sei giocata, non ti racconto un bel niente!> replica fintamente seccata, fintamente imbronciata, rallentando il passo per allontanarsi fisicamente. Ma lui la riacchiappa al volo, le stringe il braccio, le tocca il naso (“Cos’è questa storia del piercing, amica? Fai finta di essere giovane? Non lo sei, non lo sei, non come me…” e aveva riso di gusto e lei aveva capito che a lui, quel piercing, piaceva molto) e la incita:<Dai coraggio, dimmi quello che mi volevi dire! Giurin giuretta, non proferirò parola, non dirò niente, non ti prenderò in giro, non riderò, non commenterò in nessun modo!> E si fece una croce sulle belle labbra.

<Sento le voci.>

La risata, roboante e improvvisa, inonda tutti i suoi sensi. Un calcio dato di piatto riempie lui di dolore, invece.

<Suppongo, mio caro spiritosone, che anche a te, come a tutti noi, capiti di fare dei pensieri. Tutti pensiamo, e abbiamo la testa piena di concetti, di cose da fare, di appuntamenti, di riflessioni. I pensieri che facciamo sono i più disparati, no? Ci svegliamo e pensiamo “Cazzo oggi mi dò malato”, andiamo in cucina e pensiamo “Un caffè alla svelta, prima di crollare per terra, vi prego!”, andiamo in bagno, ci guardiamo allo specchio e pensiamo “Doppia dose di fondotinta stamattina, baby” E avanti così, fino a sera. Appunti mentali, considerazioni “Ehi tu, commesso, sei un sacco figo, lo sai?” e tutti questi pensieri ci fanno compagnia, fanno parte di noi e nascono per nostro volere. Non potendo parlare a voce alta (non sempre) allora parliamo con noi stessi e in questo modo ci manteniamo lucidi, svegli, attivi, ci ricordiamo cose, numeri, nomi, eccetera eccetera. E’ così, ti risulta?>

Lui sbatte gli occhi un paio di volte e:<Beh certo, lo facciamo tutti. Certo, i miei pensieri non riguardano trucchi e commessi un sacco belli ma suppongo che, un pò modificati e involgariti, siano paragonabili ai tuoi, madame! Continua.>

<Mi segui che tutti questi pensieri sono da noi comandati? Che siamo consapevoli di pensare certe cose nel momento in cui le pensiamo?>

<Si… suppongo.>

<E’ da anni, ormai, che mi capita una cosa curiosa, curiosissima. E’ da pochi giorni, invece, che ci faccio caso davvero. In mezzo a tutti questi pensieri volontari, io ho un solo e unico pensiero involontario, non guidato dalla mia volontà. Un pensiero che compare come una fotografia nella mia testa, un click improvviso. Una frase di quattro parole.

Ho bisogno di te.

Cammino per la strada, schivo una pozzanghera e… click hobisognodite. Sgrano gli occhi, penso (questa volta di mia volontà) “E da dove viene adesso, questa frase?”

Preparo la cena e… click hobisognodite.

Sono a letto, cerco di prendere sonno e… click hobisognodite.

Ogni volta è un piccolo shock, una sorpresa.

Ho bisogno di te? Di te chi? Di chi ho bisogno? Perchè questa frase mi rimbalza per la testa da anni senza che io ne abbia il controllo?

Ho provato a prestare attenzione e ho compreso che la voce arriva sopratutto quando sono stressata, preoccupata o triste. Prevedibile, no? Ma voglio sapere come funziono. Sono pazza? Da quanto tempo? Perchè la mia me interiore mi fa sapere che ho bisogno di questo “te”? Voglio sapere chi è, questa persona. Lo voglio sapere adesso!

E’ mia madre? Sono io? Chi è?

E se avesse ragione Brian Weiss e i suoi studi sulla vita oltre la morte? E se la mia anima (quella si, immortale) cercasse da qualche parte un amore di una vita precedente?

Oh, lo so, sembro ancora più pazza, lo so. Ma è così… frustrante. Ma sai… sai cosa? E’ anche rassicurante. Non possiamo controllare tutto, forse, no? E l’anima può davvero parlarci? Insomma, si aprono mille finestre diverse, no? Non siamo onnipotenti tesoro, non lo siamo.>e guardandolo, sospira soddisfatta. Gliel’ha detto. L’ha detto a qualcuno.

<Se c’è una cosa che non hai mai smesso di fare da quando ti conosco, è stupirmi. Non ho proprio niente da dire. Non so se commiserarti o invidiarti ma giuro che non ti prenderò in giro.>e le regala, solo per quella volta, un sorriso non di scherno, non di gioco, ma assolutamente pieno di affetto.

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6 thoughts on “Ho bisogno di te

  1. solo grazie cara Kate … tutti abbiamo bisogno di Lui … che lo vogliamo o no … ognuno scelga a che lui rivolgersi … ancora grazie Kate

  2. Certi pensieri sfuggono al cervello razionale (per fortuna) e dalle profondità della mente qualche volta vengono improvvisamente a galla.
    È la voce del nostro vero io, quella non mascherata e mediata dalle convenzioni sociali, dalla timidezza e/o dai freni inibitori.

    Bisogna dagli retta!

    —Alex

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