Un dono

<Ti farò un dono.> disse una voce proveniente dal cappuccio nero.

<Un dono? Fantastico! Si! Quale dono? Quale? Quale?> saltellò lei allegramente.

<Il libero arbitrio.>

<Il libero…?>

<Arbitrio.> concluse la voce con un inequivocabile tono di scherno.

<In altre parole? Soldi?>

<No, decisamente no. Il libero arbitrio è la possibilità di scegliere, mia cara ragazza!>

<La possibilità di scegliere?> sbattè gli occhi lei, stupita.

<Assolutamente si. Ed ora vai, e cerca – se puoi – di essere felice.> e già se ne andava quando all’improvviso di voltò e riprese il suo discorso:<Io… Io non sarei così allegra se fossi in te. Sii cauta, sii modesta, e fai attenzione.>

La ragazza già correva via, sollevata da ogni responsabilità, libera di scegliere il suo destino, il suo presente e il suo futuro. Libera.

La ragazza crebbe e più cresceva più questo libero arbitrio le pareva una fregatura, un fardello insopportabile da portare, un masso sul cuore, un sacco di svariati chili sulla schiena.

“Non fu poi un gran dono, questo libero arbitrio… essere liberi non significa certamente essere felici… la libertà, accidenti, presuppone anche tanta responsabilità…” e sbuffava, sbuffava, e malediceva quella figura incappucciata di nero che le aveva donato un piatto velenoso travestito da gran golosità. E malediceva anche se stessa, così avventata da addentare subito un boccone così amaro.

Si accorgeva che essere liberi non significava niente, e non era niente, se non una parola formata da sei lettere. LIBERA.

Ogni volta che si accingeva a fare qualcosa per conseguire un briciolo di felicità… ecco qui che calpestava i piedi a qualcuno. Libero arbitrio un cavolo, è una lotta, una giungla.

E dunque?

Mors tua vita mea?

E’ questa la vita?

Impossibile essere felici a prescindere. Qualcuno viene sempre lasciato indietro. E si disperava, si disperava, per quel dono che lei non avrebbe mai voluto.

<Che qualcuno decida per me! Che qualcuno decida per me!> avrebbe preferito essere una prigioniera in un castello, pur di non dover continuamente scegliere. Alla fine non sapeva nemmeno più scegliere il colore di un filato, o cosa cucinare, o cosa indossare. Era il caos.

La voce dietro al mantello bussò alla sua porta.

<Eccoti, eccoti! Liberami da questo dono, non lo voglio più. Non voglio essere libera di scegliere, non sono in grado!> mormorava aggrappata alle sue vesti nere.

<E’ un dono che non mi puoi restituire, fa parte di te, di me, di tutti. Dovrai venirne a capo. Dovrai imparare che la tua felicità e le tue azioni hanno conseguenze. Brutte, belle, medie, grandi, piccole, enormi. Imparerai a riconoscere gli errori ancora prima di commetterli. E a volte li commetterai ugualmente. A volte ti pentirai, a volte penserai che questi errori facevano parte di te, del tuo percorso, della tua vita e di ciò che sei. Imparerai, se lo vorrai, ad amarti per come sei, a migliorarti, a non passare sopra alle persone ma nemmeno immolarti per cause non tue. Imparerai che la vita è una sola, che è tuo dovere viverla, e che non farlo o farlo a metà è un atto di meschinità e vigliaccheria. Non verrà nessuno a scegliere per te, scordatelo. Asciugati quelle lacrime, alza la testa, non avere paura. La libertà fa paura, è vero, ma è davvero un dono che, se ben utilizzato, può spezzare le catene della schiavitù.

La schiavitù dai preconcetti, dalle ipocrisie, dai moralismi.

Essere liberi è una grossa responsabilità, e la maggior parte delle persone non la sfrutta nel modo giusto.

Vai, sii libera di scegliere e scegli nel modo più giusto, perchè nessuno lo farà per te.

Oh… qualcuno ci proverà.

Qualcuno ti farà credere che è in grado di scegliere per te. In maniera subdola e acritica si metterà al tuo posto minando le poche certezze che hai, ti farà credere di essere superiore a te, ti farà credere di avere le risposte.

Ribellati.

E’ un dono, la libertà, ma è anche sacrificio quotidiano.

Non permettere che altri prendano il tuo posto. Alza lo sguardo, assumiti ora e per sempre le tue responsabilità.>

E la stanza, improvvisamente, fu vuota.

E lei consapevolmente sola.

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12 thoughts on “Un dono

  1. Una delle cose più belle che abbia mai lette. E ne ho lette.
    E poi scrivi malediceva e non ‘malediva’, che è un errore e va per la maggiore.
    talento, talento, talento e la benedizione della naturalezza.
    Brava.

  2. Non dico avere qualcuno che prenda le decisioni per me, ma qualcuno che mi aiuti a portarne il peso, quello si, dividere il “sacco di svariati chili” su più schiene…
    e la tua, Kate, la tua schiena è abbastanza forte?

  3. …”Al contrario, è un mondo migliore. Un luogo dove siamo responsabili delle nostre azioni, dove possiamo essere buoni l’uno con l’altro per scelta e perchè è la cosa giusta da fare, inveceche per paura di una punizione divina. Non ti dirò in che cosa credere Eragon. E’ molto meglio insegnarti a pensare criticamente per poi lasciare a te la scelta, invece che imbottirti di convinzioni altrui.
    Non ignorare la realtà per trovare conforto, perchè altrimenti rendi più facile agli altri ingannarti.”
    Non so perchè mi siano venute in mente qs parole, ma leggere il tuo racconto mi ha risvegliato qs paragrafo..e volevo condividerlo con te.
    *kiss darling*

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