Cose che sfuggono di mano

<<Le cose ti sono sfuggite di mano, eh?>> a parlare è una ragazza sulla trentina, molto alta, ben piazzata, capelli neri raccolti in una coda lucida e perfetta sulla sommità della testa. Una ragazza che sicuramente pesa più di novanta chili ma che ispira non solo l’idea della bellezza, ma anche della salute e della forma fisica. Infatti lei è una sportiva. Lei.

L’amica che le sta di fronte, una ragazza mora dai capelli a caschetto, non hai mai visto una palestra, un paio di scarpe da ginnastica o una piscina, se non quella estiva dove va a prendere il sole per mantenere l’abbronzatura dopo l’estate. A ogni modo, la fortunata, è stata baciata da Madre Natura, e nonostante questo (e nonostante mangi quintali di cose terribili) ha un fisico mozzafiato, centosettanta centimetri di pelle liscia e uniforme, occhi grandi e fin troppo espressivi, visino tondo e ancora molto simile a quello che aveva quindici anni fa. La ragazza numero uno, quella con la coda alta, a volte la invidia, poi si sente una sciocca; le vuole troppo bene per invidiarla. Semmai le invidia lo spirito, che è appunto ancora quello di una ragazzina. Lei invece si sente sempre un pò vecchia… rinuncia a tante cose per leggere, fare sport, stare sola e di fatto è ancora single e non per scelta, come si suol dire.

<<Senti, siamo amiche da una vita. Le cose ti sfuggono sempre di mano. Che hai combinato?>> e chiama con la mano un giovane cameriere che si affretta dalle due belle ragazze sfoderando un sorriso tuttodenti e tuttocharme al quale ordinano una birra, un white lady e, ovviamente, generose dosi di stuzzichini salati.

<<Ho una storia con Luca.>> ma lo dice così velocemente che il risultato finale è a malapena un honastorconluca.

<<Cosa??? Hai una storia con chi???>> E si strozza quasi con il fumo della sigaretta, che si, lei è sportiva, ma un vizio dovrà pur averlo, quindi fuma continuamente, a volte le accende e poi le spegne, così, solo per il gesto. Adesso tossisce e sposta via il fumo da se stessa e dall’amica e strabuzza gli occhi.

<<Luca, Luca. Senti…>>

<<Raffa… Luca il migliore amico del tuo fidanzato?>> è molto seria, ora. E la guarda fissa negli occhi. Poi il labbro comincia a tremare, gli occhi si chiudono e la ragazza numero uno scoppia in una risata isterica, che dura per un minuto intero, poi cala fino a scomparire. Si asciuga le lacrime :<< Raffa no però, no. Cosa ti è saltato in mente?>>

Intanto il cameriere è arrivato, ha appoggiato i bicchieri e le piccole ciotole e si è ritirato visto che, seppur aveva voglia di attaccare bottone quei visi tirati gli hanno suggerito di lasciare perdere.

<<E’ colpa di facebook.>>

<<No Raffa, sei già partita male. E’ colpa tua. Ma continua, avanti. E bevi, che poi diventa caldo.>> e le porge il bicchiere colmo del suo drink ghiacciato.

<<Luca è l’uomo intoccabile, Luca è il migliore amico, Luca è l’amico dell’infanzia, Luca è il passato, Luca è un fratello. Luca viene nominato almeno due volte al giorno, compare in ogni aneddoto, ogni ricordo, ogni venerdi sera.

Io e Stefano siamo insieme da otto mesi e questo Luca non me lo faceva mai conoscere, mai. Alla fine ho guardato tra i suoi contatti, gli ho chiesto l’amicizia e ho guardato le sue foto. Inutile dire che è bellissimo, capirai. Più alto di Stefano, sorriso magnetico, capelli un pò disordinati come piacciono a me, barba fintamente trascurata, occhi sinceri. Ma è finita lì. Dopo una settimana mi arriva un messaggio privato… era lui. Che piacere, finalmente, che bello, solite cose. >>

<<E lo hai detto a Stefano che avevi chiesto l’amicizia a Mattia?>>

<<No. Posso continuare?>>

<<Prego.>>

<<Mi fa compagnia in ufficio, mi manda il messaggio del buongiorno e del buon pranzo, si ricorda cose che gli ho detto giorni prima, si ricorda cose che gli ha detto di me Stefano, abbiamo alcune passioni in comune: il mare, il cinema… e insomma, ci scriviamo parecchio e alla fine mi molla il suo numero di cellulare, e io il mio. Sms del buongiorno e della buonanotte, non sbaglia un colpo.

Alla fine mi propone di vederci. Avrei dovuto dire di no. Avrei dovuto dirlo a Stefano, anzi, e poi non andare. Son cose serie, son cose grosse. Ma sono stata terribilmente codarda e ho ceduto. Quel sorriso… come potevo dire di no? Ma giuro, dovevamo solo bere qualcosa. Non avevo altre idee strane per la testa, te lo direi se fosse così.>>

<<E dove vi siete visti?>>

<<A Parma.>>

<<Parma? Della serie: così siamo sicuri di non farci beccare!>>

<<Suppongo… di si.>>

<<Fai bene ad abbassare lo sguardo, signorina. Continua.>>

<<Ci siamo visti fuori dall’autostrada. Luca deve avere anche parecchi soldi, oltre che la mia auto preferita. Va bene, non voglio dilungarmi. Era splendido. Camicia bianca, maniche arrotolate, pantaloni di lino scuri, sandali. Nessun profumo, e sai che li odio. Solita barba un pò sfatta, l’espressione tirata, da cucciolo abbandonato. Mi ha abbracciata stretta, senza dire niente. Ha detto Raffa un paio di volte nel mio orecchio, mi ha stretta ancora, mi ha tirata indietro per guardarmi, mi ha detto sei meravigliosa, sei stupenda, dico davvero. Io avevo la bocca secca, non ho detto una parola, ero completamente nel pallone, quell’abbraccio non me lo aspettavo e forse nemmeno lo volevo, non lo avrei voluto, perchè mi è passata troppa energia attraverso.

Avevo detto che non mi sarei dilungata ma, amica… lo avessi visto! Non smetteva di guardarmi, e aveva gli occhi quasi lucidi. Ha detto camminiamo, facciamo due passi. E allora l’ho seguito. Parma era quasi vuota, noi camminavamo un pò distanti perchè avevo paura di stargli troppo vicino, che lui mi considerasse invadente, e intanto mi parlava del suo lavoro, della casa che sta per terminare, della convivenza fallita con la sua ex fidanzata, di viaggi passati e futuri. Poi si è fermato di colpo. Io gli ero alle spalle. Ha quasi sussurrato, ha detto vieni qui, vieni vicina, se non vieni vicina adesso, impazzisco. L’ha ripetuto. Vieni vicina, se non vieni vicina, impazzisco. Ho fatto tre passi, gli sono stata dietro, appiccicata alla schiena, che non riuscivo a guardarlo in faccia. Ho appoggiato le labbra alla sua schiena, al profumo della sua camicia bianca, la mia bocca arriva giusto giusto in mezzo alle sue scapole. Ha respirato a fondo e ha pronunciato il mio nome. E’ cominciata così. Deve ancora finire.>>

La ragazza numero uno annuisce, continua a bere e a fumare. <<E cosa fate? Cosa avete intenzione di fare?>>

<<Ci siamo visti solo una seconda volta, a casa sua, quella che deve essere finita. No, non abbiamo fatto l’amore, ma ci siamo baciati,e  tenuti stretti, e abbiamo detto almeno dieci volte dobbiamo smetterla, e almeno altre dieci volte lo diciamo a Stefano.>> la voce le trema, lei è innamorata di Stefano, ne è sicura, è spaventata a morte, si sente in colpa, si sente euforica, si sente una merda, si sente invincibile. Luca è diventato il suo mondo, si è persa in quegli occhi e teme non si ritroverà mai più. Si è persa nel profumo di quella camicia e non vuole essere ritrovata. Piange, adesso, Raffaella, mentre la ragazza numero uno ordina un secondo white lady, fuma, e pensa che no, non la invidia per niente, la sua amica bella e triste.

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