Ho bluffato, ma non l’ho fatto apposta

Lo so, lo so.

Avevo detto che le vacanze in montagna mi avrebbero vista impegnata al blog, ai racconti e alla lettura.

Alzi la mano chi ha letto un mio nuovo racconto in questi giorni.

Nessuno, eh?

Sono mortificata ma… non avevo fatto i conti con… Lei.

Non avevo fatto i conti con Lei, con la montagna, con il sole, con il mio stress accumulato, col bisogno di riposo notturno che il mio corpo aveva.

“La metto a nanna alle 21 e vado giù in salotto a scrivere!” questi erano i miei propositi.

Alle 21 la mettevo DAVVERO a letto. Per poi leggere Il libro della giungla. Per poi soffocarci di baci e di coccole. Per poi cantarla la ninna nanna. Per poi… crollare insieme a lei e risvegliarmi, sempre insieme a lei, solo alle otto della mattina seguente.

Sono stati cinque giorni impegnativi ma magici. Non mi ha mai fatto sentire sola, non mi ha mai fatto sentire il desiderio di parlare con altri adulti. Non mi ha mai fatto rimpiangere di essere partita sola con lei.

Mi ha fatto ritrovare, si è fatta ritrovare. Ci siamo fatte cullare dal vento, dal non-programmare, dai piccoli rituali spontanei (spesa-giornale-panchina-pranzo-nanna-parco-cena-libri-nanna). Ci siamo fatte coraggio a vicenda, abbiamo litigato per poi scoppiare a ridere, ci siamo abbracciate fino a scoppiare d’amore, ci siamo ricoperte di sdolcinatezze (ti amo mamma, mamma grazie di essere qui, mamma io sono felice qui con te) mi ha fatta commuovere (mamma non andare più al lavoro, io voglio stare con te, mi hai capito mamma? hai capito quello che ho detto?).

Ma insieme all’amore, è raddoppiata, quadruplicata anzi, la rabbia.

Abbiamo plotoni di persone che, pagate, si vivono i nostri figli al posto nostro. E magari lo fanno anche sbuffando, maledicendo il loro mestiere, svegliandosi col piede storto. E noi lì, come somari cretini, a pagare questa gente che fa ciò che in natura dovremmo fare noi. Mentre noi, ca va sans dire, siamo al lavoro.

Lo so, ero partita benino e mi sono rovinata, perduta ancora nei meandri della rabbia e del rancore. Non posso farne a meno. Non oggi.

Posso, certamente, godermi le altre settimane insieme a lei, rimpiangendo, chissà, la scuola materna e i miei spazi di lavoro e di riflessioni personali senza una treenne intorno.

Per ora non posso fare altro che scusarmi per l’assenza da unmorbidocuscino, che -adesso che c’è papà- magari tornerò ad abitare.

Annunci

2 thoughts on “Ho bluffato, ma non l’ho fatto apposta

  1. Nella vita non si puo’ sempre scegliere, ma a volte si…ci vuole coraggio a ricercare sempre la propria felicita’, ma ancor di piu’ a rispettare ed amare tutto il resto e gli altri che ci circondano!!!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...