Verrò dove sei tu

Verrò dove sei tu.

Andremo al mare svegliandoci prestissimo per correre in spiaggia e godercela quasi vuota. Divideremo lo stesso lettino dormendo un poco e, quando la gente comincerà ad arrivare, noi andremo via.

Comincerà a fare caldo e tu comincerai a lamentarti. E allora torneremo in albergo, faremo una doccia e ci stenderemo a leggere su lenzuola pulite e scrocchianti.

Mangeremo pesce che profuma ancora di salsedine, berremo caffè freddo e torneremo in camera, dove, ammorbiditi e ammansiti dal cibo e dal vino – meravigliosamente ghiacciato – faremo l’amore con fluidità e naturalezza, senza cercare null’altro che pelle, sorrisi e conferme. Godremo in silenzio, ci toccheremo le teste e le spalle e le mani e poi, abbracciati oppure no, aspetteremo dormendo che il sole diminuisca quel suo calore arrogante.

Quando poi la spiaggia comincerà a svuotarsi, allora noi torneremo, faremo un bagno, ci spruzzeremo, rideremo, ci racconteremo cose già raccontate, e forse, se sarai di buon umore, conosceremo coppie come noi e forse, se tutto andrà bene, ci daremo appuntamento per bere qualcosa insieme alla sera.

Verrò dove sei tu.

Andremo in montagna e per l’occasione compreremo scarponi adatti. Faremo lunghe camminate, visiteremo chiese ed eremi, boschi profumati o radure assolate.

Scatteremo foto con nasi arrossati e il segno degli occhiali da sole. Mi esorterai a continuare a camminare perchè chi si ferma è perduto, mi redarguirai dal bere tutta l’acqua in un sorso solo, mi convincerai che la meta è vicina, ridendo senza farti vedere.

Tenderai la tua mano verso di me per alzarmi dal ciglio del sentiero. Canticchierai vecchie canzoni per distrarmi e io farò finta di svenire, di non farcela più, minaccerò di lasciarmi morire sul posto se non mi darai subito un bacio. Anzi due. Facciamo tre. Sbufferai. E il primo bacio sarà frettoloso, seguito da un dai alzati adesso; con il secondo bacio sentirò la punta della tua lingua accarezzarmi i denti; il terzo bacio sarai già sopra di me, i palmi delle mani che affondano negli aghi di pino caduti nel sottobosco.

Verrò dove sei tu.

Andremo a Parigi, Venezia, Berlino, Londra, Budapest, Mosca; andremo in Cina, in Giappone, in Spagna, in Germania, in Irlanda, in Messico.

Visiteremo il Vesuvio, l’Etna e lo Stromboli.

Cammineremo nelle vie del Garda, mangeremo gelati sulle rive del lago di Como, dormiremo in piccoli alberghi accanto al lago Maggiore, acquisteremo inutili souvenirs sulle rive del lago di Levico.

Verrò dove sei tu.

Non mi viene in mente nessun altro posto.

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8 thoughts on “Verrò dove sei tu

      • Ma il problema è proprio quello: non si dimentica com’era bello andare in bici.
        Ed adesso si vorrebbe fare un bel giro assaporandone tutte le emozioni ma la bici non c’è… 😦

        (che paragone “sacrilego” 😉 )

        —Alex

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