Vi lascio piccoli e indifesi

Ammorbidisco i vostri animi, rendendovi schiavi di illusioni e speranze.

Faccio di voi persone deboli e vi sottometto a qualcosa di così potente che nessun essere umano ha mai potuto eguagliarmi.

Vi rendo stupidi, abbasso le vostre difese, vi ricreo vulnerabili ed esposti.

Vi riempio di sicurezze laddove sicurezze, se solo aveste la bontà di togliervi qualche velo dal volto, non ne vedreste.

Sfacciati e irrequieti.

Drogati e obnubilati.

Mento alto e sorriso in volto. Vi sentite forti… invincibili… fortunati e unici.

Gioite delle cose più futili, vi accontentate di poco, vedete tutto il vostro piccolo mondo con occhi diversi. Il cuore volteggia, le mani vibrano di energia rinnovata.

Ma… all’improvviso, per mio capriccio, decido di abbandonarvi a voi stessi. Come dopo aver ricevuto uno schiaffo in faccia, come risvegliati da un coma.

Vi lascio tremanti e sgomenti nei vostri letti, nelle case, nelle auto, a guardare fissi e a scuotere le teste. A battere pugni sul volante, mordervi le labbra, mangiarvi le unghie, piangere e gridare e maledire.

Girare in tondo nella stanza, guardare telefoni che non squilleranno, controllare posta che non arriverà, sbattere cose, lanciarle in aria.

Vi vedrò perdere interesse per tutto il resto. Vi guarderò abbandonarvi, lentamente.

Vi lascio per quello che siete, piccoli e indifesi.

Ma forse… forse tornerò da voi. Proprio da voi che adesso vi torcete le mani. Proprio da voi che adesso vi guardate allo specchio col trucco che cola. Proprio da voi che adesso cercate le canzoni più tristi per svenire di dolore. Proprio da voi che gridate al buio <Mai più!>. Proprio da voi che mormorate <Come è potuto succedere?>. Proprio da te, che hai ripreso a fumare.  E da te, che hai ripreso a vedere quella donna che non ti piace, ma serve a riempire un vuoto. E da te, che vuoi essere abbracciata e baciata ma che sei sicura che non riuscirai più a fare l’amore con nessun altro uomo. A te, che non fai che parlare di lui. A te, che non fai che pensare a lui. A te, che hai buttato tutte le foto insieme. A te, che invece le guardi ogni giorno.

Tornerò, forse, da tutti voi.

L’Amore viene, l’Amore va.

E’ il coraggio di attendere, che vi manca.

 

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5 thoughts on “Vi lascio piccoli e indifesi

  1. L’attesa la vedo anche come coraggio. Il coraggio di soffrire, di toccare il fondo per poi darsi lo slancio per risalire.
    Se lo vedo, sicuramente gli passerò il tuo nome : )

    • Come esperienza personale posso dire che si procede per fasi:
      prima l’euforia magari perché ci si sente liberati da una situazione insostenibile oppure la disperazione se ci si sente privati di una parte di sé
      poi la voglia di risalire e di rimettersi in gioco, piena di speranze ed attese
      ancora più avanti però si ripiomba nella disperazione e nell’apatia quando la speranza ed il coraggio vengono meno (per sfinimento).

      —Alex

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