L’immagine di te

Poco fa, spolverando, ho preso in mano la fotografia del tuo matrimonio e ho sorriso di nostalgia. Vorrei averti più vicina, soprattutto oggi. C’è un bel sole primaverile e caldo e un cielo azzurro e limpido. Una di quelle giornate che solitamente mi fa canticchiare e mi fa venire voglia di fare le pulizie.

Di solito, ma oggi no. Oggi sono un pò triste e voglio continuare ad essere triste. Noi donne riusciamo bene in questo, no? Dateci un motivo per essere depresse e cavalcheremo l’onda fino a sera!

Non lo so, è che mi manchi, oggi più che mai. Forse perché vorrei condividere con te questo sole, che so piacerti tanto. Ti chiederei del lavoro e dei tuoi suoceri e della città e dei nuovi ritmi e della nuova vita e poi e poi e poi e poi andremmo avanti fino a sera, con te che parli parli parli e io che pendo dalle tue labbra.

Ti chiamerei col nomignolo che ormai fai usare solo a noi della famiglia, quello di quando eri piccola. In effetti poco si addice ad una donna adulta, quindi ora ti fai chiamare col tuo nome, e quando ti fanno notare che è un pochino desueto tu sei ancora più felice. Godi nel non uniformarti, nell’ essere diversa, nell’ avere qualcosa di distintivo e unico. In effetti unica lo sei. Dolce e grintosa allo stesso tempo. Limone e miele nella stessa confezione. Un sorriso luminoso e occhi che possono farsi di ghiaccio. Una capacità di persuasione che fa piegare anche il più deciso dei no.

Le immagini di te bambina si sovrappongono alle immagini più recenti del tuo viso adulto e caparbio.  Rivedo continuamente le tue manine che non sono mai state paffute come quelle degli altri bambini. Mani magre e sempre delicate. Rivedo i tuoi occhi dalla forma allungata, la bocca disegnata, i piccoli denti come perle incorniciate da labbra naturalmente rosse.

Io non so quale sia il tuo bilancio nei miei confronti. Sai dare giudizi aspri, sai essere molto dura nei tuoi confronti ma anche nei confronti degli altri. Ma sei sempre obiettiva, sei sempre lucida, mai frettolosa, non ti fai mai prendere dal sentimentalismo. Pensi e dici. Io mi fido di te. E oggi vorrei sentirmi dire che sono stata, tutto sommato, una buona madre. Che mi hai capita e che mi capisci, da donna a donna. Vorrei che mi dicessi che sai che ho fatto il possibile per renderti una donna leale, sincera e retta. Io penso di esserci riuscita. Merito mio? Di altri? Della società? Ma il risultato mi piace. Quello che vedo mi piace. Vorrei avere la tua forza e le tue sicurezze; forse le avevo alla tua età, ma adesso cominciano a sgretolarsi e a rovinare sopra un pavimento di false illusioni e incertezze.

Perdonami mia giovane donna, per la madre che non sono riuscita ad essere. Perdonami da figlia a mamma, da donna a donna, da essere umano a essere umano. Cerca di capire e se puoi fai meglio di me con quelli che verranno.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...