E sarà come

E sarà come svegliarsi e accorgersi che è sabato e che non solo si può dormire ancora, ma che domani è domenica.

E sarà come ballare senza saper ballare, solo per il gusto di farlo.

E sarà come farsi la doccia dopo una giornata di mare, con la pelle che scotta, l’acqua fresca a dare sollievo, la sensazione del doposole sulla pelle, quel profumo che sa di notti afose e appiccicose.

E sarà come ridere e accorgersi che erano giorni che non ci si faceva una bella risata. Sentire lo stomaco dolere, sentire la mascella come se si dovesse staccare. Quelle risate esagerate.

E sarà come fare la prima corsa in bicicletta dopo l’inverno. Prendere la strada di campagna, sempre quella, poi cambiare idea, provarne una nuova.

E sarà come quando da ragazzini, in bicicletta, si veniva trascinati da un amico in scooter, e si sapeva che era pericoloso, ma si sentiva anche tutta l’aria addosso e si preferiva l’aria addosso alla sensazione di pericolo.

E sarà come camminare in mezzo alla neve al buio, con i rumori della città quasi assenti, con le stelle come unica compagnia. Pensare che quella… anzi quelle stelle sono proprio meravigliose, particolarmente luminose, particolarmente bianche.

E sarà come il primo giorno che si ha un gattino in casa. Quell’andatura traballante, la coda dritta come un’antenna, quei cuscinetti rosa e morbidi e soffici, quell’odore inconfondibile di animale piccino.

E sarà come vedere dal vivo il quadro preferito, e sentirsi quasi mancare e quasi venire le lacrime agli occhi, pensare che nemmeno lontanamente ce lo si immaginava così bello.

E sarà come sedersi sul ciglio della strada dopo aver camminato a lungo, appoggiare lo zaino e bere un sorso d’acqua che fresca non è, ma che dà comunque sollievo.

E sarà come montare una tenda, e poi buttarcisi dentro, esausti.

E sarà come tornare a casa dopo un viaggio.

E sarà come ritrovare la strada quando ci si pensava perduti.

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3 thoughts on “E sarà come

  1. E sarà come il silenzio che ti avvolge quando rientri in casa e chiudi fuori il rumore del traffico, delle voci stridenti, delle radio a palla.
    Ma sai Cate che mi hai fatto tornare voglia di scribacchiare? Però non mi escono cose così carine

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