Bianco

<Ecco, io venivo sempre qui>

<Qui….?>

<Si, qui. Proprio in questo punto.>

<Ma….ma…è un cantiere abbandonato>

<Già…e lo era anche 15 anni fa>

<E cosa diavolo venivi a fare?>

<Non ero sola, c’era la mia gatta>

<Tu, un cantiere, e una gatta>

<Una collina, un lettore cd e tanti sogni. Avevo 15 anni, forse anche qualcosa in meno. Vestivo con i ciclisti – adesso si chiamano leggins, allora si chiamavano ciclisti – e maglie improbabili. Niente a che vedere con le 15enni di oggi, comunque. Ero tondetta e molto poco femminile, ma come si dice…simpatica! Ero piena di amici ed amiche, tutti scout come me. In estate andavo a casa di questa o dell’altra amica. Sotto il sole di agosto, sfuggivamo alla noia cercandoci per telefono, non c’erano messaggini o skype o facebook. Solo il telefono di casa, il mio era quello bianco e nuovo della Telecom. Più tardi mia madre avrebbe acquistato quello che riusciva a mandare anche gli sms. Aladino si chiamava? Mah.

Ad ogni modo qui dove siamo noi ora, c’era una collina. Erano tutti i detriti del cantiere sui quali era cresciuta una bruttissima distesa di erbaccia.

Uscivo di casa, a volte prendevo anche la bicicletta, e poi venivo solo qui, senza andare da nessuna parte. Vedi, casa mia era quella!>

<Ma saremo a 80 metri!!>

<Si, ma a me sembrava lontana da tutto, quella collinetta. Con un suono delle labbra chiamavo la gatta, una soriana grassa e meravigliosa dagli enormi occhioni verdi. Lei veniva fiduciosa, e si metteva al mio fianco, sulla collinetta. Come un cane. Dimenticava topi, dimenticava la voglia di ombra e di fresco, la pennichella e tutto il resto e si metteva lì, vicino a me. Stava, e basta.

Poi, quando cominciava a tramontare il sole, tornavamo a casa. E c’era mamma. Con i suoi umori ballerini, con la sua risata squillante..

<Come la tua, del resto!>

<…si, come la mia. Da lei ho preso la passione per il telefono, e tante altre cose. Le cose antiche, i gioielli, i mobili, l’arte. Mi ha insegnato, a modo suo, come riconoscere un vero da un falso, come apprezzare un mobile di inizio ‘900, come adorarne uno del ‘700. Mi ha insegnato a darmi da fare sempre, in ogni modo ed in ogni maniera per aiutare un amico nel momento del bisogno. Mi ha trasmesso la curiosità, la voglia di andare a fondo, e anche quella sana voglia di farmi i cazzi degli altri.

La vedo ancora sai? E’ li, in cucina, appoggiata al piano che guarda fuori dalla fnestra e intanto fuma le sue fottutissime Linda Leggera. Oppure mentre si dà lo smalto sul tavolo della cucina. Aveva unghie lunghe e dure. Gliele invidio, le mie sono fragilissime e non riesco mai a tenerle lunghe.

Oppure la vedo alla fermata dell’autobus, dentro la sua piccola auto bianca, una Austin vecchissima, finestrino abbassato. Dalla corriera vedevo l’auto ferma e il cuore batteva veloce. La mamma era venuta a prendermi! Che poi significava andare fuori a pranzo e mangiare filetto al pepe verde con una fetta di pane sotto. Ogni giorno ci speravo. Chiudevo gli occhi un attimo e pensavo “se la macchina è li, domani al compito prendo 8“. A volte c’era, a volte no.

Parlavamo tantissimo, suppongo sia la fortuna degli ultimogeniti. Con sorelle grandi e già…avviate..lei si concentrava su di me. Diceva sempre, con le sue amiche, che con me si divertiva da matti. La sentivo, quando lo diceva al telefono. Ed ero felice e orgogliosa. Mi parlava da adulta, mi raccontava problemi e cose. Mi raccontava di quando era giovane. Di papà, di quando le cose andavano meglio.

Adesso che non c’è più mi manca da impazzire. E’ che si può provare a spiegare ma….è impossibile, semplicemente. Sarebbe come spiegare i colori ad un cieco. Si spiegano il rosso, il verde, l’indaco, il bianco?

Ecco, la mancanza della mia mamma è il bianco. Una lunga, immensa distesa bianca. Che non finisce mai. Mai.>

Lui le bacia una tempia, la stringe a sè, respira il suo odore, guarda il suo bianco insieme a lei.

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2 thoughts on “Bianco

  1. OGGI IL BIANCO LO POTETE VEDERE VERAMENTE E TOCCARE…DEL RESTO PERCHE’ CREDETE CHE IO AMI TANTO LA NEVE? CHI SE LA DIMENTICA STAMPATA ALLA FINESTRA A GUARDARE I FIOCCHI DI NEVE CHE SCENDEVANO?!!!!QUESTA NEVE SONO TANTI BACINI FRESCHI E NUOVI..TUTTI PER NOI!!!!

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