Intrigo internazionale

Cary Grant ed una bionda ingessata pomiciavano sullo schermo.

Lei invece era per terra. Odiava le sedie. Odiava i divani. Amava il contatto col pavimento. Con i materiali.

Lui era seduto al pc.

Troppo, troppo lontano. Il fatto è che il suo corpo lo voleva. Come se i polmoni facessero il loro dovere solo quando lui era vicino. Come se il cuore battesse il ritmo giusto solo quando lei sentiva il suo respiro.

Il frigo, ormai abituato alla sua presenza, ospitava sempre una bottiglia di rosso fermo.

Lei si alzò, ne versò due bicchieri e tornò da lui.

Ne appoggiò uno davanti alla sua mano.

Lui alzò gli occhi dalla tastiera, le sorrise e tornò a concentrarsi.

Lei invece si raggomitolò ancora davanti alla televisione.

Quando l’ennesima pubblicità di macchine per palestra interruppe il film, si alzò leggera e si mise sulla sedia dietro di lui.

Lui ebbe un moto di fastidio, come sempre quando gli si invadevano spazi.

Avrebbe fatto meglio a farci l’abitudine, dannazione.

<<Bevi>>  gli sussurrò.

E lui bevve un lungo sorso. Bevendo, acquistava lucidità. Come lei, del resto.

Cominciò dalla nuca….e poi le spalle…gli avanbracci…gli fece un lungo e lento massaggio, il suo pube contro la schiena di lui. Il suo punto più debole schiacciato dalla presenza fisica di lui.

Piano, molto piano, lo sentì rilassarsi. Le spalle si abbassarono, la testa si inclinò leggermente all’indietro, verso di lei.

Un grosso leone amico.

Staccò una mano solo per fargli una carezza che partiva dal mento e finiva alla base della gola. Lo aveva osservato bere, il suo pomo d’adamo la faceva letteralmente impazzire. Come del resto moltissime altre cose. Fece un risolino.

<<Che c’è?>>

<<Ti voglio>>

<<Non è una grossa novità, ragazzina>>

Il film, intanto, era ricominciato.

Lo vide perdere concentrazione a favore della bionda col rossetto color corallo.

Tipico.

Comunque fece passare la gamba destra dall’altra parte e cambiò posizione, gli andò davanti e si sedette sopra di lui, faccia contro faccia.

<<Mi piaceva il massaggio>>

<<Si, ma ti stavi distraendo>>

<<Mmmmm…solo tu, vero?>>

<<Ovviamente, amore mio, finchè dura>>

Lui le cinse i fianchi con le mani, lei le spostò e se le mise sul sedere.

Lui la guardò a lungo.

<<Svestiti>>

Lei lo fece senza battere ciglio, e mentre si spogliava, sullo schermo due uomini in giacca e cravatta, in mezzo al nulla, si fronteggiavano.

Cosa diavolo stavano facendo?

Lui aveva abbassato l’audio, capirci qualcosa era impossibile, se mai gliene fosse importato…naturalmente.

Non riuscì nemmeno a capire cosa stesse succedendo. Sentì le sue mani dentro. Un dito, due, tre, alla fine aveva tutta la sua mano. Urlò di piacere e di sorpresa. Sullo schermo, un aereo rosso ed un campo di grano.

Tolse la mano, bagnò il suo culo e affondò dentro di lei, con un unico e fluido movimento.

Un’esplosione sullo schermo (l’aereo??), un’esplosione dentro di lei.

L’orgasmo arrivò immediato.

Una contrazione fortissima, le ginocchia le cedettero, lui dovette sostenerla col braccio, cosa che fece senza nessuna fatica.

Ma non poteva resistere a lungo, la accompagnò sul pavimento, dove lei, ancora scossa dai brividi, si mise in ginocchio.

E lui, ancora, si muoveva dentro di lei.

E lei, ancora, lo accoglieva e lo desiderava, e chiedeva di sentire la sua voce <<Parlami>>. La voce di lui era carezza e schiaffo. La voce di lui era vita e morte. La voce di lui era tormento e pace. Tormento e pace. Tormento e pace.  Lui parlava, per farle piacere, per farla godere, per dirle un pò di lui.  Sullo schermo i due si abbracciavano, o meglio, lei abbracciava lui. Lei pensò che quella scena le ricordava qualcosa. E mentre lo pensava, sentì il membro di lui gonfiarsi, avere uno spasmo, poi un altro, poi un altro. Sentì il liquido, sentì il calore, sentì la consistenza.

Premette più a fondo contro la sua pancia. Alzò i palmi da terra e appoggiò la schiena contro il suo torace. Non voleva lasciarlo andare. Sarebbe rimasta così per sempre, potendo.

Ma adesso, piena del suo liquido, era tornata lei.

Lui appoggiò le mani sui suoi fianchi, la scostò con delicatezza, il rumore fu meraviglioso.

Il rumore che fecero i corpi.

Fu meraviglioso.

Lui, sdraiato schiena a terra, le fece cenno.

Lei si mise sopra di lui, erano due corpi uno perfettamente sopra all’altro.

Lui un pò più alto, un pò più grosso, sotto a quello di lei.

E lei allora gli prese il volto e premette le labbra contro quelle di lui.

Niente lingua, niente saliva, niente.

Solo labbra contro labbra.

E sullo schermo, ancora pubblicità.

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